Sant’Angelo in Colle
Chi arriva in cima al colle su cui sta Sant’Angelo – in qualsiasi stagione vi giunga – si incanta a guardare il panorama circostante; è un paesaggio bellissimo, ancorché molto mutato da quello che videro, il 20 giugno del 715, i partecipanti all’incontro che si svolse a Sancto Angelo Abollenis, tra due vescovi che litigavano tra loro per il confine tra le diocesi di Siena e di Arezzo.A quell’incontro – voluto dal re Liutprando per comporre la lite – parteciparono settantadue testimoni, e uno di loro descrive Sant’Angelo come un insediamento di eremiti collocato in fundo Sexta.
E’ probabile che il bel borgo, che oggi domina poderi e vigneti nel territorio di Montalcino, in quell’epoca fosse semplicemente una chiesa, innalzata da alcuni eremiti in cima al colle e all’ombra dei lecci che allora lo ricoprivano.
Solo alcuni secoli dopo, attorno al 1200, Sant’Angelo in Colle ha acquisito le attuali dimensioni e così lo ritroviamo in una pergamena dell’ospedale di Santa Maria della Scala, che ne registra le tasse pagate alla repubblica di Siena. Varie fonti danno notizie di Sant’Angelo durante il XIII° secolo, raccontando, tra l’altro, la storia della costruzione del cassero che ancora oggi accoglie chi arriva in cima al colle, per scoprire le suggestioni del luogo.
Fonterenza
Fonterenza ha una storia antica, nella parrocchia di Sant’Angelo in Colle si trovano testimonianze risalenti al 1462 che citano già l’esistenza del podere.
Da quegli anni ad oggi diverse famiglie dei luoghi l’hanno abitata, e alcuni degli attuali abitanti di Sant’Angelo in Colle vi sono nati.
Numerosi interventi sono avvenuti nei secoli con aggiunte e rifacimenti dovuti al crescere delle famiglie, nuovo bestiame e per il modificarsi delle destinazioni d’uso degli spazi.
Un tempo, c’erano alcune stalle, tra cui una di vivacissimi e rinomati arieti – chiamati “birri” nel vernacolo locale –, e qualcuno in paese ricorda ancora il detto: “matto come un birro di Fonterenza”.
Fonterenza è stata acquisita dalla famiglia nel 1975 e conserva tuttora tracce del suo passato.
Il podere è stato restaurato negli anni, lasciandone intatti i semplici caratteri rurali.
